La maggior parte di noi pratica attività fisica senza pensare al processo che si innesca ogni qualvolta ci sottoponiamo ad uno stress fisico. Il cuore, in particolare, è quello che più risente degli sforzi, visto che pompa sangue immettendolo nei polmoni e creando un continuo meccanismo di reflusso che sta alla base del perfetto funzionamento dell’organismo.
Il cuore è un muscolo che pesa circa 350 g nell’uomo e circa 300 g nelle donne e, come tutti i muscoli, ha bisogno di ossigeno e nutrienti che gli vengono forniti dalle arterie coronarie.
Il cuore e l’attività fisica
Quando facciamo un allenamento, il cuore risponde allo stimolo adattandosi all’attività fisica. Molti dei “cambiamenti” del cuore dipendono dallo sport praticato. Per tutte le attività di fondo, come la corsa, il ciclismo, lo sci, il camminare, il cuore si adatta progressivamente aumentando il volume delle proprie cavità. Questo aumento graduale delle cavità cardiache permette al cuore di produrre una maggiore quantità di sangue, poi destinata ai tessuti.
Negli sport statici, invece, come il body building o il sollevamento pesi, il cuore agisce diversamente, aumentando lo spessore delle pareti del miocardio. Durante questi sport vengono contratti le masse muscolari che vanno ad occludere parzialmente i vasi sanguigni. Ne deriva un brusco innalzamento della pressione che può provocare danni a soggetti predisposti, danni che possono essere attutiti da una buona respirazione.
Screening cardiologico preventivo
L’esercizio fisico ad alta intensità può scatenare eventi cardiovascolari acuti se praticato da soggetti cardiopatici o da anziani con attività di rischio cardiovascolare.
In questi casi, ma anche in tutti gli altri, sarebbe bene sottoporsi ad uno screening preventivo tramite il quale è possibile ridurre la probabilità di eventi cardiovascolari avversi. Lo scopo dello screening è quello di evidenziare cardiopatie silenti in soggetti apparentemente sani e di verificare il rischio associato alla pratica sportiva nei soggetti cardiopatici.




